Pier Luigi Nervi – Architettura come Sfida. L’industria e la fabbrica sospesa

Fa tappa a Mantova la mostra sulle spettacolari architetture progettate da Pier Luigi Nervi per l’occasione arricchita dai materiali sulla Cartiera Burgo che sorge alle porte della città. Disegni, plastici, foto e filmati per raccontare un orgoglio italiano nel mondo e di un’intera stagione di fare ingegneria civile.Mantova, sotto il dominio del casato Gonzaga, per tutta l’epoca rinascimentale, è stata un esempio di stato virtuoso e munifico, dove i grandi artisti avevano l’opportunità di produrre quei capolavori di letteratura, musica, pittura e architettura che ancor oggi il mondo ammira. Ma se, per un attimo, volgiamo le spalle a palazzo Ducale e dirigiamo lo sguardo oltre al Lago di Mezzo potremo scorgere un esempio di architettura industriale, la Cartiera Burgo, frutto dell’ingegno di quello che il quotidiano France Soir soprannominò il “Michelangelo del cemento armato”: Pier Luigi Nervi. L’edificio gli viene commissionato agli inizi degli anni ’60 per ospitare un innovativo macchinario lungo 110 m in grado di produrre, con sistema continuo, le bobine di carta su cui si stampano i quotidiani: la soluzione realizzata rappresenta la risposta funzionale – oltre che esteticamente destinata a marcare il territorio – alla richiesta del committente. La cartiera si compone di un blocco con una facciata libera di 160 m in cui collocare il macchinario, abbracciato da due monumentali telai alti 50 m dalla forma a Y rovesciata (ma i bambini del luogo li definiscono “le giraffe”) in cemento armato, realizzati in loco, che reggono un elemento trasversale superiore lungo 35,6 m contente gli ancoraggi di sospensione della copertura metallica progettata da Gino Covre.
Mantova non poteva dunque non candidarsi ad ospitare la mostra itinerante, partita nel giugno 2010 da Bruxelles, curata da Carlo Olmo – uno dei massimi storici italiani di architettura – dedicata all’opera di un ingegnere che ha cambiato il modo di concepire il cemento armato, che, partendo dal concetto che la struttura debba essere la base dell’architettura, ha sempre cercato di esibire le parti portanti di ogni edificio conferendo loro maestosità e forza plastica senza precedenti, divenendo vanto della creatività italiana in tutto il mondo. Restiamo infatti affascinati guardando l’interno delle volte a copertura dei suoi edifici, notando come siano contraddistinte da un motivo reticolare che ci ricorda quello a losanghe tanto caro al Portaluppi ma, in questo caso, l’effetto decorativo è ottenuto semplicemente lasciando a vista i diversi tipi di tavelloni romboidali in ferrocemento che formano la struttura portante della copertura e, quello che ci sembra un delicato arabesco, altri non è che il risultato di calcoli meticolosi.
La mostra, allestita nelle Fruttiere di Palazzo Te, per l’occasione integrata con i materiali d’archivio relativi alla Cartiera, articola il percorso espositivo cronologicamente, presentando una selezione di edifici realizzati definiti nel catalogo le “12 Opere Iconiche”. Icone della carriera di Pier Luigi Nervi, brillante laureato in Ingegneria che, in un’epoca pre-informatizzata, realizza soluzioni tanto eleganti quanto ardite, basandosi più sull’intuizione e l’esperienza pratica che su calcoli e test di laboratorio.
Durante la vista, vediamo il progressivo affermarsi di Nervi sia nel ruolo di progettista che in quello di costruttore: da una parte lo studio e dall’altra l’impresa, entrambi gestiti con una forte connotazione famigliare, in piena attività durante la fase storica in cui dalla tradizione artigiana si passa alla prefabbricazione. Ci piace sottolineare l’attenzione alla figura imprenditoriale prestata dai curatori, nell’anno in cui il Padiglione Italia alla 13. Mostra Internazionale di Architettura organizzata dalla Biennale di Venezia è stato dedicato da Bruno Zevi alla celebrazione del pensiero di Adriano Olivetti, del suo modo di fare impresa e di coniugare la cultura con il business.
Ecco quindi allineati in perfetto ordine il cinema-teatro Augusteo a Napoli (1924-1929), mai citato nei suoi libri, ma sempre ricordato come una delle opere a lui più care; lo stadio comunale di Firenze su sui intervenne in più fasi nel 1930-32 e 1950-51; le aviorimesse in cemento armato, Orvieto, Orbetello e Torre del Lago (1935-1942) andate distrutte prima della fine del conflitto bellico ma fortunatamente ampiamente documentate; il salone B del Palazzo di Torino Esposizioni (1947-1954); la sede Unesco a Parigi (1952-1958) concepita in con altri progettisti – sotto la supervisione di un gruppo internazionale di Lucio Costa, Walter Gropius, Le Corbusier, Ernesto Rogers e Sven Markelius – per essere un vero e proprio manifesto dei principi cardine dell’architettura moderna come era avvenuto per il palazzo di vetro dell’Onu; il palazzetto dello Sport di Roma (1956-57) che avrebbe dovuto essere il semplice prototipo di un centro sportivo di media grandezza, dai costi contenuti e di rapida esecuzione da poter riproporre identico in ogni città d’Italia, ma che in realtà è divenuto uno dei simboli delle Olimpiadi di Roma del 1960; il palazzo del Lavoro a Torino (1959-1961) costruito per il Centenario dell’Unità d’Italia, destinato ad ospitate la grande mostra sul lavoro presieduta da Giovanni Agnelli di cui è presente in mostra il plastico originale dell’allestimento curato da Gio Ponti; la torre della Borsa a Montréal (1961-1965) esempio di come la fama di Nervi abbia travalicato i confini continentali; l’aula per le udienze in Vaticano (1963 – 1971); la cattedrale di St. Mary a San Francisco (1963-1971); il ponte del Risorgimento a Verona (1963-68) ed infine l’Ambasciata d’Italia a Brasilia (1971-77) dove, come in un ideale sunto dell’intera carriera compaiono i vari elementi tipici delle costruzioni nerviane, anche quando l’evoluzione radicale della tecnologia costruttiva non li giustifica più.
Ogni progetto è accompagnato dalle splendide fotografie realizzate da Mario Carrieri, da una selezione degli scatti d’epoca in cantiere, da plastici realizzati con tecnologia digitale dal Dipartimento di ingegneria Strutturale e Geotecnica del Politecnico di Torino che però, non ce ne vogliano, scompaiono davanti alla carica espressiva dei lucidi originali, realizzati a mano dallo studio Nervi, spesso con i calcoli e le note dell’ingegnere appuntati di fianco.

Silvana Costa

La mostra continua:
Fruttiere di Palazzo Te
Viale Te 13 – Mantova
Aperta sino a domenica 25 novembre 2012
Orari da martedì a domenica: 9.00 – 18.00 lunedì 13.00 – 18.00
(il servizio di biglietteria termina alle ore 17.30)
Ingresso: 10,00/7,00/3,50 Euro + eventuale diritto di prenotazione
www.centropalazzote.it
www.pierluiginervi.org

Pier Luigi Nervi – Architettura come Sfida. L’industria e la fabbrica sospesa
A cura di Carlo Olmo
Enti promotori della mostra: Comune di Mantova, Museo Civico di Palazzo Te
Coordinamento organizzativo: Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te
Con il contributo di: Regione Lombardia, Polo Territoriale di Mantova del Politecnico di Milano
Sponsor: Burgo Group
Un progetto prodotto da: PLN PROJECT, CIVA
In cooperazione con: MAXXI
In collaborazione con: CSAC, Parma

Catalogo
Pier Luigi Nervi. Architettura come Sfida
A cura di: Carlo Olmo, Cristiana Chiorino
Formato: 23×28 cm
Pagine: 240
N. illustrazioni: 120 a colori
Rilegatura: brossura con alette
Anno pubblicazione: 2010
35,00 Euro

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