Arrivato a questo punto

La Stagione al Teatro Parenti entra subito nel vivo  con la prima nazionale del nuovo spettacolo di Gioele Dix, un monologo sulla memoria che a un certo punto della vita inizia ad abbandonarci, giostrato tra ironia e ricordi struggenti.

Gioele Dix sceglie il Teatro Franco Parenti di Milano per presentare in prima nazionale Arrivato a questo punto, prodotto da CTB Centro Teatrale Bresciano in collaborazione con Giovit. Lo spettacolo, in replica sino a domenica 18 ottobre, è un monologo ironico e disincantato sulla memoria che se ne va, interpretato dallo stesso Gioele Dix che ne è l’autore insieme a Paolo Cananzi.
Gioele Dix alla presentazione della Stagione 2026/27 del Teatro Parenti aveva confidato che “È uno spettacolo nel quale metto parecchio di me e al tempo stesso spero sia specchio per tanti. È uno spettacolo che gioca soprattutto sulla memoria, la memoria che sappiamo è molto importante da conservare, la memoria che purtroppo spesso sfugge e comincia a sfuggire anche indipendentemente dalla volontà, perché anche se tu vorresti ricordarla, dimentichi”.
Sarebbe bello poter contare sino alla fine dei nostri giorni su una memoria di ferro, tenendo ben saldo il ricordo delle persone che non ci sono più, dei giorni felici e delle barzellette che più ci divertono. La madre del protagonista ha avuto questa fortuna, confida lui prima di iniziare a raccontare la barzelletta che più le piaceva: “Un uomo vince novanta milioni alla lotteria. Decide di tenerne un terzo per sé e la sua famiglia e di destinarne un altro terzo a…”. Già, a chi? E l’altro terzo?
Non riesce a ricordarlo: forse non ha ereditato i geni che salvaguardano dal decadimento cognitivo dal ramo materno della famiglia e il pensiero corre alla difficoltà di orientarsi manifestatasi nel nonno e al padre che nell’ultimo periodo di vita parlava mischiando diverse lingue.
La memoria ha tra l’altro la sgradevole peculiarità di abbandonare il protagonista in momenti topici, come quando in farmacia non ricorda il nome della medicina che assume tutti i giorni, creando dietro di sé una fila infinita di clienti impazienti. La parola o il ricordo tanto inseguito si paleserà all’improvviso, per una semplice associazione di idee quando intenti a tutt’altro, attraversando la mente con la violenza e la rapidità di un lampo a ciel sereno.
Sono fortunatamente solo episodi sporadici e il protagonista ne dà prova tuffandosi a capofitto nei ricordi, supportato dalla madre che – con la voce fuori campo di Ottavia Piccolo – interviene a colmare le sue lacune: la scuola, le vacanze al mare e gli immancabili amori estivi.
Una parte struggente dello spettacolo è dedicata ai ricordi della famiglia, in particolare a quelli legati all’infanzia del padre all’indomani della promulgazione delle Leggi razziali. Una memoria che da famigliare si deve necessariamente fare collettiva, per essere salvaguardata e tramandata alle generazioni future.
Arrivato a questo punto della propria vita, alla luce delle avvisaglie di cedimento della memoria, il protagonista non può esimersi dal soffermarsi a pensare alle possibili evoluzioni future. È questo il succo dello spettacolo, un tema importante che interessa una parte rilevante della popolazione, o perché interessata direttamente dal problema, o perché riguarda una persona cara. Gioele Dix lo tratta con quello stile sospeso tra serio e faceto che gli è peculiare, non minimizzandolo o deridendolo ma con quel pizzico di ironia in grado di coinvolgere e sensibilizzare anche chi si ritiene estraneo a tutto ciò. Il pubblico apprezza e lo dimostra tributandogli un lungo applauso a fine spettacolo.
La scenografia di Arrivato a questo punto è minimale, lasciando come in spettacoli precedenti di Gioele Dix che sia la forte presenza dell’attore a riempire la scena, mantenendo l’attenzione concentrata su di lui e su quanto sta raccontando. Una semplice combinazione di pedane movimenta con semplicità lo spazio, creando una piattaforma da cui osservare meglio il pubblico o da utilizzare come seduta per assumere la posa del Pensatore di Rodin nella speranza che agevoli ricordare come si concluda la barzelletta.

Giole Dix è una stella la cui orbita attraverserà più volte il cielo del Teatro Parenti nel corso della Stagione intitolata Caos e stelle danzanti . A gennaio ripartono infatti i Giovedix (14 e 21 gennaio, 11 e 25 febbraio, 4 e 11 marzo) incentrati pure loro sulla Grande età, a cura di Gioele Dix, Andrée Ruth Shammah ed Elisabetta Donati.

Silvana Costa

Lo spettacolo continua:
Teatro Franco Parenti – Sala Grande
via Pier Lombardo, 14 – Milano
fino a domenica 18 ottobre 2026
www.teatrofrancoparenti.it

Arrivato a questo punto
di e con Gioele Dix
scritto con Paolo Cananzi
progetto sonoro Hubert Westkemper
produzione CTB Centro Teatrale Bresciano
in collaborazione con Giovit
durata 1 ora e 10 minuti
prima nazionale