Caravaggio oltre la tela

L’avvolgente narrazione multimediale delle vicende di Michelangelo Merisi evidenzia lo stretto legame tra la vita e l’opera del pittore che, a cavallo tra XVI e XVII secolo, rivoluziona la pittura europea ridefinendone canoni e tecniche.

Ogni anno, nei soli musei milanesi, transitano in mostra centinaia di capolavori eseguiti da Maestri di ogni stile e Paese. È interessante metterli in rapporto tra loro, cogliendo le diverse declinazioni delle tematiche in base alle influenze storiche, sociali e culturali: ogni opera è infatti testimone della propria epoca. Ma quanto invece è figlia del proprio creatore, quanto è riflesso dei tumulti interiori dell’artista?
Se è provato che persino il migliore dei copisti stende i colori sulla tela al ritmo dei moti del proprio animo, firmando involontariamente il lavoro, possiamo facilmente immaginare quanto i capolavori dei Maestri che hanno rivoluzionato la storia dell’arte possano rivelare del loro autore. Caravaggio offre un perfetto esempio di ciò. Un’esistenza travagliata trascorsa tra stenti, risse e fughe perigliose gli impone di realizzare dipinti con rapidità ed escogita lo stratagemma di preparare la tela con fondo scuro e limitarsi poi a lavorare con ampie pennellate alle sole parti in luce della composizione. Le indagini diagnostiche rivelano che l’artista, superato il periodo giovanile, non si dilunghi nemmeno nell’esecuzione di disegni preparatori ma gli basti incidere delicatamente sulla tela già preparata le linee guida per i movimenti dei personaggi e per le proporzioni tra le parti. Una metodologia di lavoro questa che talvolta, a opera compiuta, lo obbliga ad apportare importanti modifiche per riequilibrare la rappresentazione.
Michelangelo Merisi, cui non riesce di dipingere senza modello, alterna ai ritratti degli illustri committenti i volti delle cortigiane, trasforma il proprio garzone nel Cupido protagonista di Amor Vincit Omnia (1602/03) e le prostitute frequentate nelle zone più malfamate delle città in cui vive in Madonne e Sante. La romana Anna Bianchini, per esempio, è la Vergine Maria nel Riposo durante la fuga in Egitto (1595/96), uno dei quadri esposti in occasione di Dentro Caravaggio a cura di Rossella Vodret. La mostra milanese, oltre al pregio di riunire sotto il tetto di Palazzo Reale una straordinaria rassegna di opere del Maestro, nato proprio nel capoluogo lombardo nel 1571, ha portato il pubblico dentro ogni singolo capolavoro, svelandone genesi, soluzioni stilistiche, innovazioni e curiosità.
A distanza di un anno, sempre a Milano, MondoMostre Skira sembra voler riprendere un discorso interrotto, approfondendo il tema che più di tutti ha legato tra loro tutti i quadri esposti: la vita del loro autore. Una vita avvincente come un romanzo d’avventura, popolato da celebri protettori, cenacoli culturali e belle donne ma anche segnato da risse e omicidi, incarcerazioni e fughe. Nasce così Caravaggio oltre la tela. La mostra immersiva, un percorso multimediale allestito nelle sale al piano terra del Museo della Permanente fino al 27 gennaio.
Il tono della narrazione è indubbiamente entusiasmante e sfrutta efficacemente tutti gli strumenti delle moderna tecnologia: il visitatore, munito di auricolari, compie un viaggio di 45 minuti nelle vicende personali e artistiche di Caravaggio. Un viaggio che parte dall’epilogo, dal mare che bagna Porto Ercole dove nel 1610 il pittore muore nell’anonimato, nel disperato tentativo di recuperare i dipinti che gli sarebbero valsi il condono della pena capitale per i delitti commessi a Roma. Un viaggio incessante che dalla Milano flagellata dalla peste lo porta a errare per tutta la penisola e il Mediterraneo alla ricerca di fortuna e in fuga dai guai.
Caravaggio oltre la tela racconta l’uomo ma anche l’artista, spiegando come la quotidianità – soprattutto quella delle classi sociali più povere – si  combinasse sulla tela all’innato talento, a un’indubbia capacità tecnica e alla creatività nel proporre rappresentazioni innovative di temi classici, sorprendendo i committenti che si contendono le sue opere a suon di monete d’oro.
La mostra immersiva, che vanta la consulenza scientifica di Rossella Vodret e il Patrocinio del Ministero dei Beni e le Attività Culturali, offre al pubblico un’esperienza coinvolgente, frutto del lavoro di oltre 50 professionisti tra storici, registi, architetti, scenografi, sceneggiatori, attori, musicisti, performer ed effettisti del 3D. Senza lesinare sulla tecnologia, sono state realizzate riprese ad altissima definizione di ben 40 dipinti, alcuni dei quali inaccessibili al pubblico perché custoditi in collezioni private o inamovibili dalla propria sede, qui mostrati in tutto il loro splendore cromatico e nella ricchezza di dettagli.
Certo i manuali di storia dell’arte espongono minuziosamente la vita e le opere di Michelangelo Merisi, per i più pigri in rete esiste una gran varietà di informazioni, immagini e ricostruzioni video tra cui farsi largo, ma la narrative experience di Caravaggio oltre la tela è indubbiamente molto più suggestiva dei tradizionali canali di informazione. Un racconto che spiega con indubbia competenza e uno stile lieve, che mai scivola nel noioso, perché dopo Caravaggio la pittura europea non sia più stata la stessa sebbene il Maestro, per secoli, abbia conosciuto l’indifferenza della critica ufficiale.

Silvana Costa

La mostra continua:
Museo della Permanente
via Filippo Turati, 34 – Milano
fino a domenica 27 gennaio 2019
orario: lunedì-mercoledì 09.30-20.00
giovedì 09.30-22.30
venerdì-domenica 09.30-20.00
www.lapermanente.it

Caravaggio 
Oltre la tela
La mostra immersiva
ideata da MondoMostre Skira
prodotta da NSPRD per Experience Exhibitions 
con la consulenza scientifica di Rossella Vodret 
con il Patrocinio del Ministero dei Beni e le Attività Culturali
durata: 45 minuti
www.caravaggiomilano.it

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