Giovanni Gastel. Rewind

Milano ricorda Giovanni Gastel con una mostra a Palazzo Citterio intesa a ripercorrerne la carriera tra fotografie di moda, ritratti a esponenti della cultura, delle arti e della politica, ricerche, sperimentazioni, poesie e romanzi.

Il 13 marzo 2021 si spegne a Milano Giovanni Gastel.
A distanza di cinque anni la città gli dedica una grande retrospettiva: Giovanni Gastel. Rewind. La mostra, allestita al secondo piano di Palazzo Citterio, nel cuore del quartiere di Brera, è visitabile fino a domenica 26 luglio.
La curatela è affidata a Uberto Frigerio, storico collaboratore di Gastel, che ne ripercorre la carriera professionale, accostando a fotografie entrate nell’immaginario popolare gli esiti di sperimentazioni, compiute alla ricerca di nuovi linguaggi, e testi estratti dalla sua produzione letteraria a testimonianza di una mente vivace e curiosa, capace di spaziare attraverso le discipline artistiche. È proprio un brano di Gastel che accoglie i visitatori della mostra, riprodotto sulla parete di fronte all’ingresso: “Entrate amici. Entrate nel mio mondo immaginario e non temete, è tutto stato fatto per voi, sono i miei messaggi nella bottiglia, e sono lì per voi. Quello che sono queste fotografie non so e forse non importa, sono la mia vita e la mia creazione, sono quello che mi ha aiutato a stare nel mondo e non chiusi in una stanza a cercare di ritrovare un passato che, forse, non è mai esistito”.
Un passato rievocato, alla sinistra del testo, dai ritratti degli avi in posa nei maestosi palazzi di famiglia o sorridenti dopo aver praticato sport. Un’allure d’altri tempi infusa da Giovanni Gastel nelle immagini realizzate per riviste e case di moda proposte alla destra del messaggio di benvenuto, pure quelle appese a incastrarsi tra loro come accade sulle pareti di casa, con le fotografie del parentado e i ricordi di viaggio.
Il progetto espositivo di Gianni Fiore frammenta l’ultimo piano di Palazzo Citterio in una serie di piccoli ambienti, ciascuno dedicato a un preciso filone di ricerca condotto da Gastel nelle diverse fasi della carriera, ciascuno caratterizzato da una citazione dell’autore.
L’ampia sala centrale e i corridoi propongono invece una selezione di opere iconiche del fotografo, eterogenee tra loro, a coprire un ampio arco temporale e con soggetti differenti che, come sottolinea Frigerio, “testimoniano la tensione di Gastel verso un risultato funzionale per la committenza e appagante per sé”.
I soli dati quantitativi relativi a quarant’anni di lavoro, snocciolati in occasione della mostra, sono indice di ampio apprezzamento del suo lavoro: collaborazione con più di 50 testate italiane e internazionali; 170 copertine; 500 tra campagne e cataloghi per diverse maison di moda e grandi firme di beauty, gioielli e design. Un lavoro sintetizzabile in una costante tensione alla bellezza. Una bellezza declinata in ricercatezza compositiva, estro creativo e continua sperimentazione: doti che mutua da Milano, la sua città, a cui si sente accomunato nel sentire.
Dietro la parete che si erge di fronte all’ingresso della mostra si aprono le prime sezioni tematiche, per un percorso che dall’uso del banco ottico e delle Polaroid giganti – hanno dimensioni di 20 x 25 cm – passa man mano alle tecnologie digitali, intuendone le potenzialità offerte alla propria creatività. Vi troviamo per esempio una selezione dei 200 ritratti esposti in occasione della mostra The People I Like allestita nel 2020 al MAXXI di Roma: figure dello star system, leader politici, intellettuali, designer e colleghi quali Michael Stipe, Carlo Verdone, Stefano Bollani, Omar Pedrini, Eugenio Finardi, Barack Obama, Germano Celant, Piero Lissoni, Michele De Lucchi o Mimmo Jodice. Persone che, come cita il titolo della mostra romana, Gastel ammira e con cui riesce a stabilire quella sintonia necessaria a metterle a proprio agio dinnanzi alla macchina fotografica per realizzare ritratti da cui traspare la gioia di trascorrere tempo insieme e scherzare.
Ci sono le preziose sperimentazioni ispirate alle icone russe, ideate per impreziosire servizi di moda e portate avanti a più riprese nel corso degli anni, anche in assenza di committenza, create sovrapponendo ai supporti fotografici foglie d’oro.
Poco più di venti immagini costituiscono la sezione della fotografia di moda: un’esigua parte rispetto all’infinità della produzione di Gastel. Sono tuttavia immagini dal forte impatto visivo, in grado di testimoniare le molteplici varianti in cui si possa declinare il genere, dal bianco e nero al colore, dalla posa in studio alla scelta di straordinari sfondi, naturali o architettonici, obbligati a entrare in dialogo con l’abito di turno. La citazione riportata in questa sezione ricorda la volta che Gastel ebbe a dire: “La fotografia di moda vive di un bizzarro equilibrio tra comunicazione commerciale, molto palese, e comunicazione artistica, senza essere né una cosa né l’altra. È un equilibrio, come uno slalom: qualcuno mette i paletti poi io devo correre molto veloce”. La fotografia di moda nella sezione successiva si fa moderna natura morta o, meglio, sempre prendendo a prestito le sue parole, “Oggetti, cose del mondo inanimato, a voi ho cercato sempre di ridare vita. Ho cercato la vostra storia nascosta”. Ecco allora che, disponendo oggetti alla guisa di Arcimboldo, Gastel realizza composizioni antropomorfe che sprizzano colore gioia nell’ammiccare all’osservatore.
Inutile negare: la sezione che forse più suggestiona i visitatori è quella delle Madonne Candelore, fotografie stampate in grande formato, esposte in una saletta immersa nella penombra ad enfatizzarne l’aura mistico-religiosa. Il progetto, concepito insieme a Simone Guidarelli, personaggio eclettico, ascrivibile tanto al mondo del design quanto a quello della moda, viene interrotto bruscamente a causa della pandemia e della conseguente morte di Giovanni Gastel. L’idea di reinterpretare un caposaldo dell’iconografia cristiana, liberandola da ogni riferimento religioso, nasce proprio da un quadro votivo raffigurante la Madonna Candelora di Guidarelli. Uscendo dalla saletta si possono invece ammirare le metamorfosi di splendide modelle ora in animali, ora in personaggi della mitologia classica.
Lungo il percorso espositivo trova spazio una gigantografia dello studio di Gastel in via Tortona a Milano che mostra una parete interamente ricoperta da ritratti di parenti, amici e maestri, da biglietti effettuosi e dalle sue poesie. Teche collocate poco distanti espongono alcuni oggetti curiosi provenienti da quello stesso studio; prime edizioni delle raccolte delle sue opere letterarie – poesie, romanzi e l’autobiografia – e una selezione delle tante riviste che hanno utilizzato sue fotografie per la copertina.
Una sezione è infine dedicata ai ritratti di Giovanni Gastel realizzati dell’arco di quattro decenni da colleghi e amici, a iniziare da quello opera della moglie, Anna Radice Fossati, datato 1978. Uberto Frigerio per la copertina del catalogo della mostra edito da Allemandi opta invece per un ironico autoritratto del 2020 in cui Gastel sintetizza efficacemente quel gusto per l’eleganza ricercata ma misurata, tipicamente milanese, che ne ha contraddistinto la straordinaria parabola di vita personale e professionale.

Silvana Costa

La mostra continua:
Palazzo Citterio
via Brera 12 – Milano
fino a domenica 26 luglio 2026
orario: martedì – domenica dalle 8.30-19.15
ultimo ingresso alle ore 18.00
https://palazzocitterio.org/

Giovanni Gastel
Rewind
a cura di Uberto Frigerio
realizzata da La Grande Brera
con Archivio Giovanni Gastel
in collaborazione con Agenzia Guardans-Cambó,
progetto espositivo Gianni Fiore
curatore associato Luisa Radice Fossati

Catalogo:
Giovanni Gastel. Rewind
Allemandi, 2026
24×33 cm, 304 pagine, 200 illustrazioni, brossura
prezzo 39,00 Euro
www.allemandi.com