Il marito di Lolò

marito di lolo 3Al Teatro Franco Parenti debutta in forma definitiva il Racconto ispirato alla vita della pornostar Lolo Ferrari di Antoine Jaccoud.

Andare a teatro ti spalanca le finestre della mente su mondi sconosciuti ed inimmaginabili. Il marito di Lolò ha permesso a noi donne dal seno piatto di capire quanta sofferenza segni la vita delle maggiorate: ore ed ore in piedi sui tacchi alti, in posa per il fotografo, con la schiena che soffre per il peso che deve sostenere;  i lividi lasciati da fan troppo invadenti; il bisogno di aiuto per rigirarsi nel letto. Al marito devoto, coinvolto in siffatto calvario, spetta il compito di alleviare tanto dolore fisico e di fungere da accompagnatore nei consulti con i chirurghi estetici per incrementare una volta ancora le misure e, magari, intervenire anche sul resto del corpo.
È questa la dura quotidianità di Lolò Ferrari – la donna col secondo seno più grande del mondo – descritta nei racconti di André Borlat, un modesto uomo di mezza età, che si presenta al pubblico del Teatro Franco Parenti come il marito della diva. Indubbiamente il ruolo, oltre all’onere di alleviare le pene di un fisico sofferente gli conferisce l’invidiato privilegio di essere l’unico uomo ad essere sposato con Lolò, l’unico ad avere l’invidiata possibilità di massaggiare l’enorme seno avverando le più audaci fantasie adolescenziali.
André ciondola per casa in mutande e canotta alternando la rabbia per gli accadimenti della giornata al dolce ricordo del primo incontro con Lolò: riflessioni tra sé e sé in cui non si riesce a cogliere il confine tra realtà e illusione, tra dolore e felicità. Sembra invece più reale che mai l’allestimento creato da Barbara Petrecca: entrando nella Sala Treno Blu del Teatro Parenti ci si ritrova come per magia catapultati nella modesta dimora dell’ex panettiere, tra sedie spaiate e carriole capovolte, avanzi di lavori di miglioria mai portati a termine. André è un uomo semplice – a tratti rassegnato –  che si esprime con una ricca gestualità accompagnata ad un linguaggio semplice, scarno ed essenziale, brusco ma mai scurrile. Pietro Micci, superbo interprete, si spoglia di ogni sovrastruttura e conduce il monologo attraverso tutta la gamma delle emozioni umane, dalla rabbia alla tenerezza, dando vita ad una performance che è un piccolo capolavoro.
Andrée Ruth Shammah è l’ideatrice di questo spettacolo indimenticabile, tratto da un testo di Antoine Jaccoud; Benedetta Frigerio – storica assistente della Shammah – ne ha curato la toccante messinscena. Assistere a  Il marito di Lolò, al di là del cinismo delle considerazioni iniziali, consente al cuore di riscoprire il piacere di vivere i sentimenti con lo stupore di un bambino che strepita davanti alle ingiustizie e non si vergogna di piangere per amore. L’amore, in fondo, è l’unico balsamo che può alleviare il male di vivere.

Silvana Costa

marito di lolo 2

Lo spettacolo continua:
Teatro Franco Parenti – Sala Treno Blu
via Pier Lombardo, 14 – Milano
fino a domenica 29 maggio 2016
orari martedì ore 21; mercoledì ore 20; giovedì ore 21.15; venerdì ore 20; sabato ore 21.15; domenica 15 e domenica 29 maggio ore 17
lunedì 16, domenica 22 e lunedì 23 maggio riposo
www.teatrofrancoparenti.it

Il marito di Lolò
Racconto ispirato alla vita della pornostar Lolo Ferrari
di Antoine Jaccoud

traduzione Colette Shammah
con Pietro Micci
regista assistente Benedetta Frigerio
allestimento scenico Barbara Petrecca
musiche di Michele Tadini
direzione artistica Andrée Ruth Shammah
produzione Teatro Franco Parenti

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