Miracoli metropolitani

Il futuro prossimo portato in scena da Carrozzeria Orfeo, basato su una mera proiezione della deriva ambientale e sociale in corso, è tanto più agghiacciante quando più se ne percepisce la verosimiglianza.

Nel 2017 Thames Water, la società che gestisce il sistema fognario londinese, trova nella zona di Whitechapel una massa di grasso di 130 tonnellate che ostruisce un condotto per oltre 250 metri di lunghezza. L’evento è eccezionale solo per le dimensioni raggiunte da Fatberg – così l’hanno prontamente ribattezzata – poiché non è raro che si formino simili conglomerazioni a seguito del processo di saponificazione delle sostanze grasse contenute nei prodotti cosmetici e nei residui di cibo che vengono gettati quotidianamente nei lavandini e nei gabinetti insieme a oli esausti e lubrificanti. A questi si aggiungono oggetti solidi come salviette, preservativi, assorbenti, cotton fioc o cerotti a dare consistenza alla massa che in breve tempo diviene resitente come una roccia. Tali ostruzioni sono causa di risalita delle acque di scarico in superficie con allagamenti accompagnati da odori estremamente sgradevoli.
La notizia di un simile ritrovamento colpisce la fantasia di Gabriele Di Luca che la trasforma nella base per il soggetto del nuovo spettacolo di Carrozzeria Orfeo: Miracoli metropolitani. Lo ha narrato l’autore stesso nell’estate del 2020 alla presentazione della Stagione 2020/21 del Teatro Elfo Puccini. Il noto teatro milanese avrebbe dovuto ospitare la prima nazionale ma, per ragioni a tutti tristemente note, l’appuntamento è saltato e la rappresentazione è qui in scena dal 30 novembre al 31 dicembre 2021.
L’occasione è imperdibile: in due ore e un quarto di spettacolo Gabriele Di Luca tocca problematiche importanti per la società contemporanea con quel fare dissacratorio e irriverente che da alcuni anni caratterizza Carrozzeria Orfeo. Molte, forse troppe: si parla di ambiente, di sfruttamento dei lavoratori, di xenofobia, di disagio esistenziale, di solitudine e incomunicabilità, di alimentazione, della visione distorta del mondo offerta dai social media, di responsabilità, di bullismo e molto altro. Le tematiche si intrecciano e si sovrappongono così come le vite dei protagonisti.
Miracoli metropolitani racconta di un futuro prossimo in cui le persone vivono tappate in casa ostaggio della melma fetida che dalle fogne si riversa per le strade e ai piani bassi degli edifici. I rider come Mohamed (Aleph Viola) sono tra i pochi coraggiosi ad avventurarsi per le vie a consegnare cibo. Lui lavora per Clara (Beatrice Schiros), un’imprenditrice che da umile lavapiatti ora è proprietaria di Il sorriso, un ristorante specializzato in cucina da asporto per intolleranti alimentari. Un’attenzione alle problematiche della clientela – più apparenti che reali – ripagata con numerosi apprezzamenti sui social. Il locale – che ospita pure l’abitazione dei proprietari – è ricavato in una ex carrozzeria; il responsabile della cucina è il marito di Clara, Plinio (Federico Vanni), un ex chef stellato che, non rassegnandosi a preparare pietanze a base di prodotti liofilizzati di bassa qualità, cerca di educare con piatti tradizionali i gusti del figliastro Igor (Federico Gatti) e di Hope (Ambra Chiarello), l’aiutante di origini etiopi emblema di un colonialismo mai finito, trasformatosi semplicemente da militare a economico.
Attorno a questo microcosmo gravitano altri personaggi, parimenti sopra le righe: Mosquito (sempre Aleph Viola), un carcerato in regime di semilibertà con ambizioni di attore, Cesare (Massimiliano Setti), il timido professore che cerca di distrarre Igor dai videogiochi e invogliarlo allo studio e Patty (Elsa Bossi), la madre di Plinio, una ex sessantottina anarchica in perenne lotta contro un governo che lentamente sta scivolando nella dittatura. Ognuno di loro, dietro l’apparente bonarietà, nasconde un pesante bagaglio di dolore svelato man mano con delicatezza nel corso dello spettacolo. Gabriele Di Luca infatti tanto è spietato nel mettere alla berlina i vizi e le debolezze umane tanto si dimostra compassionevole nel metterne in scena i dolori e le ferite. Una lievità di tocco sottolineata dalle musiche originali di Massimiliano Setti e dalle luci soffuse di Lucio Diana. Diana firma anche la complessa scenografia mobile che svela, oltre all’ampia cucina, luoghi di servizio in cui i personaggi riescono a estraniarsi dalla baraonda della scena e della storia principale, ritagliandosi quell’intimità necessaria a parlare di sé.
Nel corso di Miracoli metropolitani ciascun personaggio, inclusa la spietata Clara, mette a nudo il proprio animo guadagnandosi la compassione del pubblico e dei compagni. Quel mal assortito gruppo di emarginati sociali riesce a stabile connessioni al proprio interno, a condividere pensieri e sentimenti e, supportandosi a vicenda, a dare vita a piccoli grandi miracoli quotidiani.
Le vicende politiche e la protesta sociale che scuotono la città, la gestione del ristorante unite alle vicende dei singoli generano un crescendo di frustrazione, rabbia e violenza sino alla deflagrazione finale che trova un modo decisamente inatteso per chiudere la storia. A nostro parere è un modo forse un filo affrettato, soprattutto vista la complessità della parte precedente perché, parliamoci chiaramente, Miracoli metropolitani ha una trama eccessivamente ricca di risvolti. Le tematiche affrontate dai personaggi in scena sarebbero potute bastare per almeno un ulteriore spettacolo con l’indubbio vantaggio di alleggerire lo spirito di quello che comunque, al di là della nera ironia, vuole essere un testo comico. Poi, come già per le opere precedenti, contestiamo all’autore questo suo desiderio di un lieto fine a tutti i costi, arrivando a descrivere per filo e per segno i risvolti futuri delle vite dei protagonisti.
Il cast in scena si dimostra estremamente generoso: non si risparmia nel mantenere alto il ritmo della narrazione, infilando una continua raffica di situazioni comiche e battute taglienti senza tradire il minimo accenno di fatica. Gli attori sono eccezionali nello spaziare dalle note comiche alle drammatiche, dall’ironia al cinismo, dal grottesco al romantico restando sempre assolutamente credibili. Clara, con l’abito rosso e il giro di perle da donna in carriera, indubbiamente sgomita per avere il ruolo di primadonna eppure – non ce ne voglia Beatrice Schiros che resta sempre la nostra preferita – tutti sono primattori cui si impara pian piano a voler bene, ci si appassiona alle loro vicende e si soffre per gli sgambetti che la vita tende loro.
Infine, si tributa loro un meritato lunghissimo caldo applauso.
Si dice si prendano più mosche col miele che con l’aceto ma Carrozzeria Orfeo conquista il pubblico con il vetriolo.

Silvana Costa

Lo spettacolo continua:
Teatro Elfo Puccini – sala Shakespeare
c.so Buenos Aires 33 – Milano
fino a venerdì 31 dicembre 2021
orario: dal martedì al sabato 20.30
domenica 16.00
www.elfo.org

Miracoli metropolitani
uno spettacolo di Carrozzeria Orfeo
drammaturgia Gabriele Di Luca
regia Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi
con (in ordine alfabetico) Elisa Bossi, Ambra Chiarello, Federico Gatti, Beatrice Schiros, Massimiliano Setti, Federico Vanni, Aleph Viola
musiche originali Massimiliano Setti
scene e luci Lucio Diana
costumi Stefania Cempini
una coproduzione Marche Teatro, Teatro dell’Elfo, Teatro Nazionale di Genova, Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini in collaborazione con il Centro di Residenza dell’Emilia-Romagna “L’arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale”
durata 2 ore e 15 minuti

In tour:
8/9 gennaio 2022
Bari – Teatro Kismet

11/23 gennaio 2022
Roma – Teatro Vascello

25/30 gennaio 2022
Torino Teatro – Fonderie Limone

31 gennaio / 1 febbraio 2022
Pavia – Teatro Fraschini

2 febbraio 2022
Monfalcone (GO) – Teatro Comunale

3 febbraio 2022
Gorizia – Teatro Verdi

4 febbraio 2022
Udine – Teatro Palamostre

6 febbraio 2022
Asti – Teatro Alfieri

8 febbraio 2022
Mantova – Teatro Sociale

9 febbraio 2022
Casalecchio di Reno (BO) – Teatro Laura Betti

11/12 febbraio 2022
Firenze – Teatro Puccini

13 febbraio 2022
Livorno – Teatro Goldoni

15 febbraio 2022
Reggello (FI) – Teatro Excelsior

17 febbraio 2022
Novara – Nuovo Teatro Faraggiana

18/20 febbraio 2022
La Spezia – Teatro Civico

22 febbraio / 13 marzo 2022
Napoli – Teatro Bellini

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