Pinocchio secondo Andrea Branzi

Il volume presenta cento opere dedicate da Andrea Branzi al celeberrimo burattino facendogli assumere varie forme e vesti a raccontare la lunga serie di bugie che hanno segnato la storia umana dall’antichità ai giorni nostri.

Andrea Branzi è a pieno diritto inserito nel novero dei grandi maestri del design italiano. Branzi è un esponente della seconda generazione, quella che sulla scia dei padri fondatori conferisce al progetto una componente sperimentale e ludica.
A maggio, pochi mesi prima della morte avvenuta il 9 ottobre 2023, per i tipi di Scheiwiller è stato pubblicato Pinocchio?, il suo ultimo libro. Il volume dalle importanti dimensioni raccoglie un centinaio di illustrazioni ispirate al celebre burattino, espressione di un interesse di lunga data e un omaggio ai centoquarant’anni dalla prima edizione di Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino di Carlo Collodi, fiorentino come lui.
Le opere, riprodotte su pregiati fogli di carta colorata, conducono in un viaggio fantastico, attraverso la storia dell’arte, animali dall’aspetto curioso e citazioni della modernità: Nefertiti e Tutankhamon, San Francesco, Giotto, Masaccio, Alberto Giacometti, Francis Bacon, Marc Chagall, Henry Matisse, Ottone Rosai, Daniel Lee ma pure una scimmia nasica, un ornitorinco, un pesce spada e Michael Jackson. Pinocchio è invece presente sia come burattino sia in forma umana e per lui come per tutti gli altri personaggi che affollano Pinocchio? l’elemento ricorrente è il naso lungo, emblema della menzogna.
Branzi nell’introduzione spiega che queste sue opere consentono di compiere un girotondo intorno a Pinocchio che “sorprende sempre perché è un mistero amaro, come piace ai poeti e agli artisti; un girotondo infinito che attraversa il mondo, senza incontrare consolazioni ma soltanto spaventose novelle della nonna…”. Le novelle della nonna, cui potrebbe essere ricondotto anche lo stesso romanzo di Collodi, in fondo non sono altro che bugie più o meno innocenti, metafore che ingentiliscono la realtà permettendo in un qualche modo di accettarla e lasciando intravedere, come sul fondo del vaso di Pandora, la speranza. Il burattino Pinocchio in tale ottica è una tipologia di oggetto molto amata dai bambini e dai creativi: un oggetto apparentemente inutile che si rivela invece dotato dell’immenso potere di stuzzicare la mente e farla galoppare nel mondo della fantasia.
Pinocchio corrisponde anche e soprattutto all’idea che Andrea Branzi ha dell’Italia e, non a caso, è un disegno dello stivale calzato dall’Europa a impreziosire la copertina dal colore del mare in un giorno di sole. Pinocchio affamato, infreddolito, imbrogliato e derubato, impiccato, trasformato in un ciuchino, ingoiato da un pescecane e quasi fritto in padella nel suo percorso per diventare un bimbo vero è emblema di un Paese che riesce a sorridere ed essere ironico nonostante le tragedie – e le disillusioni – che ciclicamente lo scuotono. Le avventure di Pinocchio in tal senso non si connota come la storia di un personaggio ma offre piuttosto l’idea di un ambiente e di un contesto culturale capace di partorire bugiardi dalla straordinaria levatura: “Dante Alighieri ne ha inventate a valanga e Roberto Benigni uguale”. Nessuno si sottrae all’estro di Andrea Branzi, dall’Egitto al Giappone, dal poverello d’Assisi ai sovrani, dagli eroi mitologici ai protagonisti di fatti di cronaca, tutti consegnati alla storia per la loro straordinaria capacità di menzogna non sempre sufficiente tuttavia a cavarli d’impiccio.

La mostra Carissimo Pinocchio. Designer e grafici italiani ridisegnano il burattino più famoso del mondo a cura di Giulio Iacchetti in corso all’ ADI Design Museum fino al 4 febbraio 2024 è dedicata ad Andrea Branzi e a Pinocchio? è riservata un’intera sezione in cui sono esposti gli originali delle opere riprodotte nel volume Scheiwiller.

Silvana Costa

Pinocchio?
di Andrea Branzi
Libri Scheiwiller, 2023
24 x 30 cm, 224 pagine, 100 illustrazioni, cartonato
prezzo 45,00 Euro
www.24orecultura.com/libri/