Buon anno, ragazzi

Torna uno degli spettacoli più amati dal pubblico del Teatro Parenti, frutto del sodalizio artistico tra Francesco Brandi e Raphael Tobia Vogel. Una commedia riuscita che strappa oltre un’ora e mezza di risate ininterrotte ma che al contempo fa riflettere su frustrazioni e incomunicabilità odierne.

La sera del 4 luglio, una domenica piovosa e uggiosa come non se ne vedevano da mesi, al Parenti di Milano Andrée Ruth Shammah accoglie in sala il pubblico giunto per la prima di Buon anno, ragazzi. La commedia di Francesco Brandi è in realtà un cavallo di battaglia del teatro, amatissima dal pubblico, che a ogni riproposizione si presenta numeroso, e dalla critica: nel 2018 Brandi per la drammaturgia e Vogel per la regia vengono insigniti del Premio Franco Enriquez.
La direttrice spiega che si è scelto di inserire la commedia nel programma estivo del Parenti per avere “il piacere di sentire una sala ridere: è questo quello che secondo noi è stato tolto alle persone in questi mesi di chiusura. Non tanto la cultura perché si potevano vedere i video degli spettacoli sul computer ma il fatto di essere insieme a ridere. […] Noi il teatro lo volevano riaprire non per la nostra voglia di esprimerci ma perché sapevamo che era una cosa che stavamo togliendo al pubblico. Il fatto che il pubblico c’è, che il pubblico è tornato, anche d’estate, anche in una sala chiusa per noi è importantissimo e ci dà grande fiducia”.
Il pubblico va al di là di ogni più rosea previsione, scoppiando a ridere non appena sul palcoscenico compare Giacomo, con la faccia un po’ stropicciata di Francesco Brandi, e prende a inveire contro gli anziani dirimpettai per la musica così alta da impedirgli di lavorare al nuovo romanzo. È la notte di capodanno e sarebbe il caso che anche lui si abbandonasse ai festeggiamenti come gli ricorda Loris Fabiani nei panni di Bobby, il vicino un po’ invadente con un passato di spacciatore di cui non si è mai del tutto liberato.
È capodanno ma pure il compleanno di Sofia la figlioletta di Giacomo che dorme nella stanza di fianco, il pretesto con cui di lì a breve si presenteranno non invitati l’ex compagna Silvia – interpretata da Silvia Giulia Mendola – e i genitori – Miro Landoni e Daniela Piperno – in piena crisi di coppia. La tranquilla serata dedicata alla scrittura va definitivamente a monte con l’arrivo delle forze dell’ordine che circondano il palazzo nel tentativo di arrestare un criminale che lì ha trovato rifugio e, sentendosi in trappola, prende in ostaggio il litigioso gruppo famigliare.
Chiusi in salotto, minacciati di morte con una pistola, i protagonisti di Buon anno, ragazzi si vedono costretti a smettere di urlare e iniziano a esternare ciascuno il proprio bagaglio di insicurezze e recriminazioni. La situazione dovrebbe essere tragica ma le argomentazioni sollevate e la mimica che le accompagnano sono tali da spogliarla di gran parte della tensione per far spazio alla comicità.
Le questioni, per quanto possano apparire oziose, sono tuttavia manifesto di un malessere diffuso che serpeggia nella società contemporanea. Adulti che vivono ancora nella bolla protettiva creata dai genitori e, per quanto insoddisfatti della situazione di sudditanza, preferiscono la comodità – anche psicologica – all’incertezza connessa all’indipendenza. Coppie in crisi per assenza di comunicazione salvo poi realizzare di condividere identiche paure e frustrazioni. Timore nel sostenere le proprie idee e affrontare le critiche ricevute.
Atteggiamenti di chiusura verso il mondo e le opportunità che offre riconducibili in estrema sintesi a incapacità di rapportarsi con il prossimo, a egocentrismo e mancanza di autocritica o, viceversa, a debolezza di carattere. L’abitudine di Giacomo di estrarre l’aspirapolvere e pulire il tappeto invece di affrontare una discussione sgradita è emblematica del disagio nell’esprimere il proprio pensiero.
Riusciranno i protagonisti di Buon anno, ragazzi a sopravvivere a quella notte e, soprattutto, qualora ci riuscissero, l’aver guardato la morte in faccia sarà loro di stimolo a reimpostare il modo di rapportarsi tra loro?
Ottimi gli attori che con la loro vis comica riempiono un palco dalla scenografia ridotta al minimo indispensabile. Parimenti encomiabile Raphael Tobia Vogel che sa valorizzare le potenzialità del testo di Francesco Brandi e del cast dirigendo con brio uno spettacolo in cui eclatanti colpi di scena si alternano a confessioni intime senza mai lasciar scemare il ritmo narrativo.
L’accoppiata Brandi – Vogel si dimostra efficace termometro di un malessere sociale che riesce a convogliare in spettacoli dalla forte carica di comicità per inviare al pubblico più che un messaggio di speranza un invito a reagire.
Il finale è forse un po’ retorico ma in tema con le lunghe liste di buoni propositi che ad ogni capodanno ciascuno compila.

Silvana Costa

Lo spettacolo continua:
Teatro Franco Parenti – Sala AcomeA
via Pier Lombardo, 14 – Milano
fino a domenica 11 luglio 2021
orari: lunedì – sabato 19.30
domenica 15.30
www.teatrofrancoparenti.it

Buon anno, ragazzi
di Francesco Brandi
con Francesco Brandi, Loris Fabiani, Miro Landoni, Silvia Giulia Mendola, Daniela Piperno
regia Raphael Tobia Vogel
scene Francesca Pedrotti, Alice De Bortoli
luci Luigi Biondi
musiche Andrea Farri
produzione Teatro Franco Parenti
premio Franco Enriquez 2018, a Francesco Brandi per la drammaturgia e a Raphael Tobia Vogel per la regia
durata 1ora e 40 minuti

Share
Questa voce è stata pubblicata in Milano, prosa&danza, Teatro Franco Parenti e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

I commenti sono chiusi.